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Coordinamento pedagogico provinciale Linee di indirizzo per l'anno scolastico 2011/2012
Le linee di indirizzo del Settore Pedagogico che, nel corrente anno scolastico, vengono proposte alle Scuole federate di questa provincia, non nascono dal niente o dal vuoto o sono frutto delle fantasie di qualcuno, ma rappresentano una riflessione sul come le stesse devono muoversi in direzione della realizzazione dell'ideale cristiano di fede, di speranza e di fiducia nell'uomo in tutte le sue componenti da una parte e, dall'altra, un modo concreto di sentirsi parte di una Associazione che, con ogni mezzo, fornisce modelli, strumenti, suggerimenti, perché il personale decente e non raggiunga una sempre maggiore qualificazione sul piano professionale, in direzione dell'offerta di un servizio migliore all'utenza ed al popolo di Dio in generale. Formare persone sane, responsabili e fedeli al Vangelo non è un'opzione, ma un dovere di ogni operatore scolastico cristiano, atteso che gli attuali tempi nostri non depongono più grande fiducia nell'uomo, in quanto creature di Dio, dallo stesso pensato per cantare le sue lodi e per attuare un progetto di vita conforme agli insegnamenti di Gesù Maestro. Ed è ovvio che il contenuto del presente documento, mentre vuole richiamare alla memoria degli operatori scolastici (Gestori, Insegnanti, personale Amministrativo ed ausiliario) che le Scuole FISM si caratterizzano per il fatto che sono in primo luogo, scuole con caratteristiche specifiche e, in secondo luogo, scuole di ispirazione cristiana che intendono vivere, nel quotidiano, i rispettivi valori perenni ed universali. Tutto ciò premesso, quanto di seguito verrà esplicitato, dunque, non può non tenere conto dei documenti contenenti gli obiettivi educativi che lo Stato propone (noi consideriamo le Scuole FISM, come si è detto, Scuole a tutti gli effetti e non di catechismo) ma, al contempo, Scuole che intendono seguire le direttive della Chiesa e della FISM Nazionale, tramite le sua Commissione Tecnica, anche nelle sue espressioni regionali.Dunque, gli intendimenti che nel corrente anno vogliamo perseguire, e che sono stati sommariamente esposti all'Assemblea Provinciale FISM del 15/10/2011, saranno i seguenti: 1) Un maggiore rafforzamento della identità di scuola cristiana. A tal proposito, bisogna tener presente, studiare e dibattere, nelle sedi opportune, un documento fondamentale: il piano pastorale diocesano per il biennio 2011-2013, ispirato alla missionarietà. Ciò significherà: a) Adoperarsi per far risvegliare la fede (soprattutto in noi che ci professiamo cristiani), attraverso l'annuncio; b) Prestare attenzione e "leggere" il territorio (lo stile dell'ascolto e la crescita nelle pedagogia dell'"Incarnazione"); c) Proporre nuovi stili di vita (ma prima di proporli agli altri, sforziamoci di incarnarli in noi stessi).
2) Studio approfondito del documento della C.E.I. "Educare alla buona vita del Vangelo" (trattasi di un documento che ci accompagnerà per i prossimi dieci anni). Si tratta di offrire percorsi di "VITA BUONA" nei "luoghi decisivi" della nostra vocazione alla relazione sia in "senso orizzontale che verticale" (famiglia, scuola, vicinato, aggregazioni, Parrocchia, ecc.). Si tratta, proprio in quanto "luoghi", di far pigliare coscienza di alcuni passaggi e circostanze che costellano la nostra esistenza e sulle quali occorre riflettere ( pena la disperazione ed il non senso) quali: la nascita, la morte, le sofferenze, l'amore umano, l'impegno per la giustizia ed il bene, la gioia, ecc. Cosa fare, allora?: Prendersi cura ...... BENE!! ... delle persone (in questo caso i bambini) a noi affidati, nella prospettiva di un umanesimo integrale e trascendente. Che significa tutto questo tradotto in azioni concrete? a) Educare al gusto dell'autentica bellezza della vita; b) Educare alla presa di coscienza della necessità di far coincidere vita buona secondo il vangelo e vita buona secondo il cuore dell'uomo; c) Adoperarsi, con tutti i mezzi, per lottare il relativismo che, di fatto non ci fa credere più nella bontà della vita e dei rapporti umani; d) Educare l'uomo nelle sue componenti (intelligenza, corpo, volontà, coscienza, relazioni, sentimenti, anima, ecc.); non dobbiamo dimenticare che questi sono valori sia cristiani che umani; e) Educare alla autorevolezza dell'educatore a tutti i livelli (famiglia, scuola, ecc.); f) Educare alla centralità della relazione; g) Educare all'amore ed al bene. Da qui una seria progettazione (è l'invito a rivedere Progetto Educativo, POF, progettazioni didattiche, integrative, aggiuntive, facoltative, e così via). Sotto tale riguardo, facciamo nostri i suggerimenti di Don Aldo Basso, Consulente Ecclesiastico della FISM Nazionale e precisamente: a) Leggere attentamente il testo (Insegnanti, Gestori, famiglie, ecc.); b) Fare opera di promozione perché ci si senta tutti impegnati in un cammino di crescita comune, Chiesa e parrocchia compresa; c) Organizzare momenti di riflessione con le Insegnanti (anche a livello di zona), affinché esse siano aiutate a cogliere la specificità della proposta educativa secondo la visione cristiana. 3) Esame e studio della legge 8/10/2010 n. 170 con annessi il D.M. n. 5669 del 12/7/2011 e le "Linee Guida". Riguarda i "disturbi specifici dell'apprendimento" (identificati con la sigla DSA): Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. È un documento di alto profilo pedagogico sul quale le Insegnati dovranno a lungo riflettere, perché molti disturbi di tal genere cominciano a manifestarsi proprio nella Scuola dell'Infanzia. 4) Rivisitazione delle "Indicazioni" e quindi della organizzazione della Scuola dell'infanzia, alla luce dell'art. 2 del regolamento di cui al D.P.R. N. 89/2009. In forza di tali disposizioni, sarà necessario: a) Rivisitare la funzione docente in relazione ai cosiddetti anticipi (spostamento "in basso"del baricentro dell'età scolare). Tutto ciò significherà obbligatoriamente, soprattutto per le Scuole FISM: o Modificare la "routine" dell'attività quotidiana; o Prestare la dovuta attenzione all'autonomia personale dell'alunno; o Curare meglio la relazionalità (rapporto insegnante-alunno e tra gli alunni); o Potenziare le attività di gioco; o Ridistribuire e riorganizzare gli spazi; o ..... e così via 5) Funzionamento "a regime" del Coordinamento di rete. I compiti dei Coordinatori di zona sono ormai diventati «cultura» all'interno della FISM. Gioverà, comunque, continuare a riflettere sul contenuto della nota n. 50 del 10/10/2010 di questa Presidenza Provinciale soprattutto per ciò che attiene al funzionamento dei collegi di Docenti di zona e al rapporto con le strutture territoriali appartenenti al sistema educativo. Altro aspetto, ad avviso di questo Coordinamento Provinciale, da non trascurare, è l'attivazione, nella zona di pertinenza, di «buone pratiche didattiche», con l'ausilio dei mezzi informatici, (si pensi ancora al sito juniorweb o altri siti ove è possibile acquisire idee, modelli, strumenti, ecc. che possano aiutare i gruppi di studio di zona a migliorare le predette pratiche didattiche). Questa potrebbe essere l'occasione buona per aprire un confronto leale tra le Scuole finalizzato a rafforzare le competenze dell'Insegnante. Sotto tale riguardo, ruolo decisivo e risolutivo, nello stesso tempo, potranno svolgere le Coordinatrici di zona le quali potranno effettuare un'attività di monitoraggio sulla qualità del servizio erogato dalle Scuole FISM. 6) Migliorare la professionalità docente. Si dà per scontato, ormai, che le Insegnanti delle Scuole FISM abbiano già provveduto, singolarmente o in gruppo, ad "armonizzare" nella loro prassi didattica, le "Indicazioni" "Moratti" e "Fioroni" convogliate poi dal punto di vista operativo, nell'"Atto di Indirizzo" dell'8/9/209 n. 89 ("Gelmini"). Semmai, si tratta di effettuare un sorta di loro "messa a punto", in attesa della conclusione del monitoraggio sulla qualità operato dal Ministero, ma anche dalla medesima FISM e della pubblicazione delle eventuali "Nuove Indicazioni". Ora, al fine di migliorare la professionalità docente, questo Coordinamento Provinciale, così come evidenziato in seno all'assemblea Provinciale del 15/10/2011, intende portare a termine un percorso virtuoso in favore del personale insegnante, riproponendo, nella seconda quindicina di maggio, una attività formativa di secondo livello sulla tematica relativa alla "COMUNICAZIONE NELLA RELAZIONE EDUCATIVA" con particolare riferimento alla gestione dei gruppi ed alla soluzione di conflitti. Il Corso sarà affidato alla Dott.ssa Rossella Leone dell'Università degli Studi di Palermo, di comprovata competenza e professionalità. I relativi dettagli verranno comunicati con nota a parte. 7) Potenziamento del Coordinamento Pedagogico Provinciale. Le azioni che questo Coordinamento intende porre in essere nei modi e nei tempi che si riterranno necessari, saranno le seguenti: a. Mantenere i contatti con il Coordinamento Pedagogico Regionale e Nazionale; b. Partecipare alle riunioni ed ai Convegni promossi dalla FISM Nazionale e Regionale; c. Sollecitare alla frequenza dei Corsi di aggiornamento e formazione il personale docente ed i Gestori; d. Visitare ed offrire consulenza alle Scuole; e. Potenziare il gruppo di lavoro provinciale dei Coordinatori di rete; f. Ogni altra azione finalizzata all'innalzamento della professionalità docente; g. Rappresentare, insieme con il Presidente ed il Segretario, la FISM nelle sedi ove si ritiene opportuno si possa offrire un fattivo contributo nell'interesse delle Scuole Associate.
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